Quando parliamo di cordyceps, non stiamo parlando di un unico fungo. Sotto questo nome si raggruppano diverse specie con profili biologici differenti, tra cui Cordyceps sinensis e Cordyceps militaris sono le più conosciute e confrontate.
Negli ultimi anni, questo confronto si è intensificato, soprattutto nell’ambito degli integratori alimentari. Tuttavia, ridurre la scelta a una questione di moda o alla presenza di un singolo composto sarebbe una semplificazione eccessiva. La chiave è comprendere cosa apporta ciascuna specie e perché l’origine e la certificazione sono determinanti.
Che cosa hanno in comune Cordyceps sinensis e Cordyceps militaris?
Entrambe le specie appartengono allo stesso genere e condividono una lunga tradizione d’uso come funghi tonici. Dal punto di vista scientifico, presentano chiare somiglianze:
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Contengono polisaccaridi bioattivi, associati alla modulazione del sistema immunitario.
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Apportano nucleosidi coinvolti nei processi metabolici e cellulari.
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Hanno suscitato un notevole interesse nella ricerca, in ambiti come energia, adattamento allo stress e vitalità.
Queste affinità spiegano perché spesso vengano raggruppate sotto il termine generico “cordyceps”. Tuttavia, le differenze tra le specie diventano rilevanti quando si ricercano qualità e coerenza terapeutica.
Cordyceps sinensis: la specie di riferimento
Cordyceps sinensis è la specie storicamente associata al concetto di cordyceps nella Medicina Tradizionale Cinese. Per secoli è stato apprezzato come un fungo adattogeno, legato alla resistenza fisica, al recupero e all’equilibrio generale dell’organismo.
Da un punto di vista biologico, il suo principale punto di forza risiede in un profilo bioattivo complesso, in cui l’azione non dipende da una singola molecola, ma dall’interazione tra polisaccaridi, nucleosidi, steroli e altri metaboliti.
Questo approccio globale è coerente con il concetto di adattamento: non stimolare in modo occasionale, ma accompagnare l’organismo nei suoi processi di regolazione.
Cordyceps militaris: una specie distinta, un approccio diverso
Cordyceps militaris è un’altra specie dello stesso genere che ha acquisito rilevanza nella ricerca moderna. In numerosi studi è stato descritto che può presentare livelli più elevati di cordicepina, soprattutto quando viene coltivato in condizioni mirate a massimizzare questo composto.
Questo dato è rilevante, ma va interpretato con cautela:
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La cordicepina è solo uno dei molti composti presenti nel genere Cordyceps.
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Una maggiore concentrazione di una singola molecola non equivale necessariamente a un effetto globale superiore.
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Il valore terapeutico di un fungo medicinale dipende dal suo profilo completo e dalla sinergia tra i suoi componenti.
Per questo motivo, C. militaris e C. sinensis non sono intercambiabili, ma specie diverse con applicazioni e approcci differenti.
La vera differenza: origine, controllo e certificazione
Al di là del confronto tra specie, esiste un aspetto fondamentale che spesso passa inosservato: non tutti i cordyceps sono uguali, nemmeno all’interno della stessa specie.
Nel caso di Cordyceps sinensis, il suo prestigio storico è stato accompagnato da sfide significative: scarsità della risorsa selvatica, variabilità nella composizione e rischio di contaminazione ambientale se l’origine non viene controllata.
Per questo, nella micoterapia moderna, il vero valore risiede nell’utilizzo di C. sinensis coltivato in condizioni controllate e certificato, il che consente di:
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Garantire la reale identità della specie
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Assicurare un profilo bioattivo riproducibile
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Evitare contaminanti e problemi di sicurezza
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Mantenere la coerenza con la tradizione, adattandola agli attuali standard di qualità
Il ruolo della regolamentazione europea: il Cordyceps è un novel food?
In Europa, parlare di Cordyceps implica anche considerare il quadro normativo. Secondo la legislazione vigente, un alimento o ingrediente è definito novel food quando non esiste uno storico significativo di consumo precedente al 1997; la sua valutazione dipende dalla specie specifica, dalla parte utilizzata e dal processo di ottenimento.
In questo contesto, alcune forme di Cordyceps militaris sono state valutate come novel food, il che comporta autorizzazioni specifiche e condizioni d’uso molto precise. Ciò non ne invalida l’interesse, ma richiede un ulteriore controllo regolatorio.
Inoltre, il quadro normativo non è statico e può evolvere in base all’interpretazione e all’applicazione della normativa da parte delle autorità competenti. Un esempio recente è quello del Regno Unito, dove la Food Standards Agency (FSA) ha rafforzato l’applicazione del quadro normativo sui novel food, considerando attualmente il Cordyceps militaris non autorizzato alla commercializzazione senza la relativa approvazione specifica, il che ha portato al ritiro dei prodotti che lo contenevano. Questa situazione illustra come la classificazione normativa possa avere un impatto diretto sulla disponibilità di determinate specie sul mercato.
Cordyceps sinensis, invece, dispone di un uso tradizionale documentato e non è considerato automaticamente un novel food quando viene impiegato in modo coerente con tale storico: corretta identificazione della specie, processi controllati e assenza di trasformazioni che ne alterino la natura.
Questa distinzione è fondamentale, poiché evidenzia che non tutto il cordyceps è uguale dal punto di vista normativo e che origine, tracciabilità e metodo di produzione sono determinanti.
Perché scegliere Cordyceps sinensis certificato fa la differenza
Scegliere Cordyceps sinensis non è solo una questione di specie, ma anche di modalità di ottenimento e lavorazione. Un C. sinensis certificato e tracciabile consente di valorizzare il profilo storico e biologico del fungo senza comprometterne sicurezza ed efficacia.
In un mercato in cui coesistono specie diverse, qualità disomogenee e messaggi semplificati, una scelta consapevole significa dare priorità a:
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La specie di riferimento
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Il controllo dell’origine
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La certificazione e la tracciabilità
Nella micoterapia, la differenza non risiede soltanto nel nome del fungo, ma nella conoscenza, nell’origine e nel controllo con cui viene impiegata ciascuna specie.
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