La menopausa è un’importante fase di transizione ormonale, ma non è una malattia né qualcosa che debba essere “corretto”. Con il cambiamento della produzione di estrogeni da parte delle ovaie, il corpo e il cervello si adattano a un nuovo ambiente ormonale. Per alcune donne questa transizione si svolge in modo relativamente semplice; per altre, i cambiamenti del sonno, dell’umore, della regolazione della temperatura, della funzione cognitiva, della salute vaginale e dei livelli di energia possono avere un impatto considerevole sulla vita quotidiana.
Per le donne che cercano approcci naturali legati agli estrogeni durante la menopausa, è importante distinguere tra il supportare l’organismo durante questa fase di transizione e il tentare di ripristinare artificialmente i livelli di estrogeni. Cresce l’interesse verso l’alimentazione, lo stile di vita, i funghi medicinali e altri approcci naturali, anche se le evidenze disponibili variano notevolmente in base all’ingrediente e al risultato analizzato.
L’obiettivo dovrebbe quindi essere quello di offrire un supporto basato sulle evidenze scientifiche, piuttosto che fare promesse su un presunto “equilibrio ormonale”.
Per una visione completa di come la menopausa possa influenzare i diversi sintomi, consulta la nostra guida completa sulla perimenopausa e sui funghi della Medicina Tradizionale, che affronta sintomi che vanno dalle vampate di calore all’insonnia e presenta le evidenze scientifiche relative a ciascun fungo.
COSA SONO GLI ESTROGENI E PERCHÉ I LORO LIVELLI DIMINUISCONO DURANTE LA MENOPAUSA?
Gli estrogeni non sono un singolo ormone, ma una famiglia di ormoni steroidei che comprende estradiolo, estrone ed estriolo. Durante l’età riproduttiva, l’estradiolo è la forma predominante ed è prodotto principalmente dalle ovaie.
Le funzioni degli estrogeni vanno ben oltre la riproduzione. I recettori degli estrogeni sono presenti in tutto l’organismo, compresi il cervello, il sistema cardiovascolare, le ossa, i muscoli e i tessuti genitourinari. Questo aiuta a spiegare perché la diminuzione degli estrogeni possa essere associata a un’ampia varietà di sintomi.
Durante la perimenopausa, la produzione ormonale delle ovaie diventa sempre più variabile. L’ovulazione diventa meno prevedibile e i livelli di estradiolo possono oscillare considerevolmente prima di diminuire in modo più stabile. Dopo la menopausa, la produzione ovarica di estrogeni si riduce significativamente, anche se l’organismo continua a produrne quantità inferiori attraverso la conversione degli androgeni surrenalici nei tessuti periferici.
Per questo motivo, la menopausa può influire su molti più aspetti rispetto al solo ciclo mestruale. Tra i sintomi comuni figurano vampate di calore e sudorazioni notturne, disturbi del sonno, cambiamenti dell’umore, secchezza vaginale, cambiamenti della funzione sessuale e sintomi muscoloscheletrici.
È inoltre importante riconoscere che non tutti i sintomi che compaiono nella mezza età sono necessariamente causati dalla diminuzione degli estrogeni. Disturbi tiroidei, carenze nutrizionali, determinati farmaci, stress cronico, mancanza di sonno e altre condizioni di salute possono provocare sintomi simili.
Il NICE raccomanda un approccio individualizzato alla valutazione e alla gestione della menopausa, tenendo conto dei sintomi, delle preferenze, della storia clinica e dei fattori di rischio di ogni donna.
Questo approccio specifico agli estrogeni naturali fa parte di una strategia più ampia di regolazione ormonale durante la menopausa. Per scoprire altre strategie efficaci per sostenere naturalmente la regolazione ormonale, consulta la nostra guida introduttiva dedicata agli approcci generali.
ALTRI ORMONI FEMMINILI CHIAVE DURANTE LA MENOPAUSA: PROGESTERONE, TESTOSTERONE E IL RUOLO DEL SISTEMA ENDOCRINO
Gli ormoni femminili non costituiscono un concetto unico e monolitico. Sebbene durante la menopausa gli estrogeni ricevano la maggiore attenzione, il sistema endocrino femminile è complesso e integrato e altri messaggeri chimici svolgono un ruolo altrettanto importante.
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Progesterone: durante l’età riproduttiva, il progesterone viene prodotto principalmente dalle ovaie dopo l’ovulazione. Esercita un effetto calmante sul sistema nervoso centrale, favorisce il sonno e modula la risposta infiammatoria. Durante la perimenopausa, la produzione di progesterone può diminuire bruscamente, contribuendo a spiegare perché molte donne sperimentino insonnia, ansia e cambiamenti dell’umore diversi anni prima che i livelli di estrogeni si riducano in modo significativo. A differenza della diminuzione più graduale degli estrogeni, la perdita di progesterone può essere più improvvisa e avere un impatto maggiore su alcuni sintomi.
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Testosterone: sebbene venga considerato un “ormone maschile”, anche le donne producono testosterone nelle ovaie e nelle ghiandole surrenali. Durante l’età fertile contribuisce alla libido, all’energia, al tono muscolare e alla densità ossea. Con la menopausa, anche i livelli di testosterone diminuiscono, sebbene generalmente in modo meno marcato rispetto agli estrogeni. Questo può contribuire alla perdita di massa muscolare, alla riduzione dell’energia e ai cambiamenti del desiderio sessuale sperimentati da molte donne.
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Ormone dello stress (cortisolo) e ormone tiroideo (TSH): la tiroide è sensibile ai cambiamenti degli estrogeni e anche il cortisolo — l’ormone dello stress — può subire variazioni durante questa fase di transizione. Una funzione tiroidea meno efficiente può rallentare il metabolismo e aggravare la stanchezza. Livelli di cortisolo cronicamente elevati a causa di stress prolungato possono amplificare altri sintomi della menopausa, come insonnia, ansia e infiammazione cronica di basso grado.
La diminuzione e la variazione simultanee di tutti questi messaggeri chimici sono ciò che caratterizza realmente la transizione menopausale. Non si tratta solo di “bassi livelli di estrogeni”, ma di una più ampia riconfigurazione dell’equilibrio endocrino.
Questo approccio specifico agli estrogeni naturali fa parte di una strategia più ampia di regolazione ormonale durante la menopausa. Per scoprire altre strategie efficaci per sostenere naturalmente la regolazione ormonale, consulta la nostra guida introduttiva dedicata agli approcci generali.
MITI E REALTÀ SULL’“EQUILIBRIO” ORMONALE NATURALE
L’espressione “equilibrio ormonale naturale” viene utilizzata frequentemente, ma dal punto di vista biologico può essere fuorviante.
Quando la produzione ovarica di estrogeni diminuisce, nessun alimento, pianta medicinale o integratore a base di funghi può semplicemente riprodurre la produzione ormonale ovarica tipica della fase precedente alla menopausa. Un integratore alimentare non dovrebbe inoltre essere presentato come un’alternativa naturale equivalente alla terapia ormonale sostitutiva.
La terapia ormonale sostitutiva fornisce estrogeni e, quando appropriato, aggiunge progesterone o un progestinico nelle persone che conservano l’utero. Il NICE raccomanda di discutere benefici e rischi di questa terapia nell’ambito di una consulenza individualizzata sulla menopausa e di offrirla alle persone che presentano sintomi vasomotori associati a questa fase, salvo nei casi in cui non sia indicata.
Un modo più utile di comprendere il supporto naturale consiste nel chiedersi cosa si possa fare per aiutare l’organismo ad adattarsi a questa transizione fisiologica e sostenere i sistemi interessati dai cambiamenti ormonali.
Questo include preservare la massa muscolare e la salute delle ossa attraverso esercizi di forza e attività con carico, seguire un’alimentazione ricca di nutrienti, verdure, proteine e grassi sani, dare priorità al riposo, moderare il consumo di alcol, non fumare, mantenere una composizione corporea sana e gestire lo stress.
Cresce inoltre l’interesse scientifico per il microbiota intestinale e il suo rapporto con il metabolismo degli estrogeni. L’insieme dei batteri intestinali coinvolti nella deconiugazione degli estrogeni viene talvolta definito estroboloma. Si tratta tuttavia di un ambito di ricerca ancora in evoluzione, per cui sarebbe prematuro affermare che la modulazione del microbiota possa ripristinare i livelli circolanti di estrogeni tipici della fase precedente alla menopausa.
Allo stesso modo, i fitoestrogeni presenti in alimenti come soia, semi di lino e legumi possiedono strutture chimiche che consentono loro di interagire con i recettori degli estrogeni, ma la loro attività è notevolmente più debole e diversa da quella dell’estradiolo endogeno. I loro effetti, pertanto, non dovrebbero essere equiparati a quelli della terapia ormonale sostitutiva.
COME RICONOSCERE UNO SQUILIBRIO ORMONALE DURANTE LA MENOPAUSA?
Sebbene tutti i sintomi della menopausa siano, in ultima analisi, espressione di cambiamenti ormonali, può essere utile sapere quali combinazioni possano suggerire la necessità di cercare supporto o consulenza professionale. Alcuni pattern riferiti dalle donne includono:
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Sintomi vasomotori intensi (vampate di calore molto frequenti, sudorazioni notturne che peggiorano progressivamente): possono suggerire che i cambiamenti ormonali stiano avvenendo rapidamente e che l’organismo faccia fatica ad adattarsi.
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Cambiamenti dell’umore marcati o depressione di nuova insorgenza: in assenza di precedenti episodi depressivi, se compare in modo intenso durante la perimenopausa, potrebbe indicare uno squilibrio tra progesterone ed estrogeni o alterazioni del cortisolo.
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Perdita della libido associata a secchezza vaginale e cambiamenti del tono muscolare: un pattern tipico della diminuzione di testosterone ed estrogeni.
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Stanchezza persistente nonostante un riposo adeguato, associata ad aumento del peso addominale senza cambiamenti nell’alimentazione: può suggerire una disfunzione tiroidea associata alla menopausa, non soltanto un tipico cambiamento ormonale.
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Cicli mestruali molto irregolari o cambiamenti improvvisi nel pattern di sanguinamento: possono indicare rapide fluttuazioni di estrogeni e progesterone tipiche delle prime fasi della perimenopausa.
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Ansia o attacchi di panico di nuova insorgenza senza un evidente fattore esterno: possono essere correlati alla diminuzione del progesterone e a cambiamenti nella segnalazione GABA nel cervello.
L’esperienza dello squilibrio ormonale durante la menopausa è quindi individuale. Due donne della stessa età possono vivere esperienze completamente diverse. Sebbene alcune strategie legate allo stile di vita e al supporto naturale siano generalmente consigliabili — come attività fisica, sonno e alimentazione adeguati — una valutazione professionale è fondamentale per comprendere quali specifici cambiamenti ormonali siano più rilevanti nel singolo caso e quale intervento possa essere più appropriato.
COSA DICE LA SCIENZA SUL REISHI E SUL SISTEMA ORMONALE
Il Reishi (Ganoderma lucidum) è uno dei funghi della Medicina Tradizionale più studiati e contiene un’ampia e complessa varietà di composti bioattivi, in particolare polisaccaridi e triterpenoidi noti come acidi ganoderici.
Piuttosto che descrivere il Reishi come un “potenziatore degli estrogeni”, è scientificamente più corretto parlare della sua possibile influenza sulla segnalazione cellulare, sulle vie infiammatorie, sullo stress ossidativo e sulla resilienza neuroendocrina.
Esistono interessanti dati preclinici che indicano che G. lucidum potrebbe interagire con vie di segnalazione correlate agli ormoni. Per esempio, alcuni studi di laboratorio hanno osservato effetti sulla segnalazione dei recettori degli estrogeni in modelli cellulari di tumore mammario, compresa la modulazione dell’espressione di ERα e della trascrizione sensibile agli estrogeni. È importante sottolineare che questi risultati derivano da studi cellulari e meccanicistici e non dimostrano che il Reishi regoli gli ormoni nelle donne durante la menopausa.
Altre ricerche di laboratorio hanno identificato proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e immunomodulanti associate ai composti del Reishi. Una revisione sistematica sulle spore di G. lucidum ha rilevato evidenze di attività in diverse vie biologiche, evidenziando tuttavia anche la notevole variabilità tra gli estratti e la necessità di ulteriori ricerche sulla loro sicurezza e sulle applicazioni cliniche.
Questa distinzione è importante. Le evidenze attuali non consentono di affermare che il Reishi “equilibri gli estrogeni”. Possiamo invece affermare che viene studiato per le sue attività biologiche, che potrebbero essere rilevanti per alcuni processi fisiologici coinvolti nell’invecchiamento sano e nella menopausa.
Per lo stesso motivo, la qualità e la standardizzazione dell’estratto di fungo sono aspetti fondamentali. Specie differenti, condizioni di coltivazione, parti del fungo utilizzate e metodi di estrazione possono determinare profili chimici molto diversi.
Sebbene il Reishi non fornisca sostanze sostitutive degli estrogeni, i suoi composti bioattivi possono sostenere i sistemi interessati da questa transizione ormonale. Lo stesso vale per altri funghi come la Hericium (per la funzione cognitiva) e il Cordyceps (per l’energia).
COME INTEGRARE HIFAS-MENOPAUSE
Per le donne che cercano un approccio più ampio e non ormonale per sostenere il benessere durante la perimenopausa e la menopausa, HIFAS-Menopause riunisce diversi ingredienti in un’unica formula.
La formula contiene Reishi, Criniera di leone e Cordyceps sinensis, insieme a estratto di radice di Ashwagandha (Withania somnifera), estratto di tè verde, probiotici, vitamine e minerali, tra cui vitamina B6, vitamina D e zinco. Non contiene ormoni e combina composti derivati dai funghi con ingredienti nutrizionali e botanici.
La combinazione di questi funghi è particolarmente interessante da una prospettiva sistemica.
Il Reishi è tradizionalmente apprezzato per le sue proprietà adattogene e per la sua capacità di sostenere la resilienza dell’organismo. La ricerca si è concentrata in particolare sui suoi triterpenoidi e polisaccaridi, nonché sulla loro relazione con le vie antiossidanti, infiammatorie e immunitarie.
L' Hericium (Hericium erinaceus) ha suscitato notevole interesse per il suo rapporto con il sistema nervoso e la segnalazione neurotrofica. Questo la rende particolarmente rilevante quando la transizione menopausale è accompagnata da cambiamenti cognitivi, stanchezza mentale o dalla sensazione di “nebbia mentale”.
Il Cordyceps (Cordyceps sinensis) è tradizionalmente associato all’energia e alla vitalità, mentre la ricerca ha studiato i suoi possibili effetti sul metabolismo energetico cellulare, sulla fisiologia dell’esercizio e sulle vie infiammatorie.
La formula contiene inoltre estratto di radice di ashwagandha, ad alto contenuto di withanolidi, studiato in relazione allo stress e al benessere, oltre a probiotici e micronutrienti selezionati.
HIFAS-Menopause non è concepito per sostituire gli estrogeni. Si tratta di una combinazione non ormonale sviluppata per sostenere il benessere fisico e psicologico durante una fase caratterizzata da importanti cambiamenti fisiologici.
L’attuale raccomandazione d’uso di Hifas da Terra è di assumere due capsule al giorno durante i pasti per un periodo minimo di tre mesi, tenendo sempre conto dell’idoneità individuale.
Le persone che assumono farmaci, seguono un trattamento per una condizione ormono-sensibile o gestiscono un problema di salute complesso dovrebbero discutere l’uso di integratori alimentari con un professionista sanitario adeguatamente qualificato.